• 29 Febbraio 2024
  • Ultimo aggiornamento 26 Febbraio 2024 8:31 pm
RIGENERAZIONE DI MUSCOLI DANNEGGIATI

RIGENERAZIONE DI MUSCOLI DANNEGGIATI

RIGENERAZIONE DI MUSCOLI DANNEGGIATI

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Nuove frontiere per la rigenerazione dei muscoli danneggiati.

ENEA partecipa al progetto MERIT

Lisangela Sabbatella

 

Una vera e propria fabbrica di tessuti muscolari potrebbe nascere con MERIT (Modelli innovativi di riparazione e rigenerazione di tessuti in traumi ortopedici). Coordinato da Luigi Ambrosio, Direttore del Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologie dei Materiali del CNR, e composto da esperti di Enea e della Fondazione San Raffaele, il progetto si propone di studiare modelli innovativi di rigenerazione e riparazione dei tessuti (tissue factory) e di organi irrimediabilmente danneggiati da malattie, traumi o dall’invecchiamento.

L’ingegneria del tessuto muscolare è una tecnologia emergente che offre promettenti soluzioni. Si tratta di un settore delle biotecnologie che promette di rivoluzionare la biomedicina, aprendo la strada a nuove possibilità di cura e a una migliore qualità della vita dei pazienti.

Dopo tre anni di attività sono stati raggiunti i primi risultati importanti, grazie anche alla partecipazione al lavoro di ricerca di un network internazionale che comprende l’Università “Pierre e Marie Curie” (Sorbonne Universités, Parigi, Francia), l’Università di Lipsia (Germania),Indian Institute of Technology (Delhi, India) e l’Università di Pittsburgh (Stati Uniti).

“La medicina rigenerativa – spiega in un comunicato stampa Laura Teodori, Enea, del Laboratorio “Diagnostiche e Metrologia” dell’Unità Tecnica “Sviluppo di Applicazioni della Radiazione” e direttore dell’Unità Tecnica Enea e Fondazione San Raffaele – ha tra i suoi obiettivi la ricostruzione dei tessuti deteriorati che è sicuramente la soluzione migliore rispetto alla sua sostituzione con una protesi o un trapianto. Protagoniste di questa rivoluzione scientifica sono le cellule staminali, insieme ai biomateriali e agli scaffold, ovvero materiali bioartificiali che fanno da struttura temporanea per le cellule. Il nostro approccio originale è stato quello di utilizzare la matrice extracellulare nativa, cioè naturale e non sintetica, come nicchia appropriata in grado di ospitare e promuovere l’accrescimento e il differenziamento delle cellule staminali in caso di ricostruzione e rimodellamento del muscolo”.

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