Salute

Dichiarazione dell’On. Giulio Santarelli, Presidente dell’associazione del terzo settore “Castrimoenium Diritti e Salute”

Le questioni riguardanti la sanità dei Castelli Romani non possono essere oggetto di polemiche specie da parte di chi, come i sindaci, non ha mai esercitato i poteri conferitogli dalla legge.


Se la ASL Roma 6 destina il N.O.C. (Nuovo Ospedale dei Castelli Romani) senza dare precise indicazioni sulle alternative per la cura delle malattie non COVID, i Sindaci con in testa quello di Marino, limitandosi a protestare dimostrano di ignorare le competenze affidate dalla legge ai Sindaci stessi in materia di sanità e di ospedali, poteri primari e non subordinati a quelli delle ASL e che purtroppo in questi anni non hanno mai esercitato.


Il compito di protestare dovrebbe essere riservato ai cittadini e alle organizzazioni di volontariato e del terzo settore, alle prese ogni giorno con le disfunzioni pubbliche e con il potere invadente delle strutture private.


Nel febbraio 2019 con la costituzione del Comitato per la riattivazione funzionale dell’Ospedale di Marino è stata messa in campo una iniziativa popolare con la volontà autonoma di cittadini volenterosi per rappresentare le esigenze delle persone, specie se anziane e sole, e di individuare attraverso lo studio delle normative in vigore ivi comprese le decisioni della conferenza stato regioni, i decreti del Commissario ad acta per la sanità Nicola Zingaretti, i provvedimenti necessari a riattivare l’Ospedale di Marino in un quadro di compatibilità con gli ospedali di Frascati ed il N.O.C. le numerose proposte elaborate e trasmesse alla ASL da valenti tecnici che hanno volontariamente prestato la loro collaborazione, sono state formulate dall’associazione del terzo settore “Castrimoenium Diritti e Salute”, unitamente a proposte per migliorare la logistica dei servizi tutt’ora presenti nell’Ospedale di Marino.


Nello scorso mese di febbraio, prima dell’insorgenza della pandemia da COVID-19 in un apposito incontro in Regione con il Vice Presidente Leodori e il Dottor Mostarda avevamo individuato le cose da fare subito e il progetto in divenire che sarebbe stato realizzato nel tempo, con l’acquisizione delle risorse necessarie comprese quelle del MES inspiegabilmente rifiutate dal governo italiano per il veto dei 5 stelle, il partito del Sindaco di Marino.


A settembre convinti che la pandemia da COVID-19 imponeva l’accelerazione delle misure per riattivare tutte le strutture dei territori dismesse e smobilitate negli anni passati, abbiamo elaborato un preciso progetto di Ospedale distrettuale e trasmesso alla ASL Roma 6.


In questi mesi abbiamo anche dedicato tempo e passione per rendere possibile il trasferimento a Marino, dall’Ospedale dell’Ordine Militare di Malta il Prof. Sandro Michelini e la sua equipe, per la cura del linfedema.


Dal 1° dicembre prenderà servizio, facendo di Marino un faro in Italia per la cura di questa patologia.
Con il Direttore Generale della ASL e il Vice Presidente della Regione ci siamo posti in modo dialettico e collaborativo.

Non siamo mai stati presi dalla tentazione di protestare per tutto ciò che deve essere migliorato, abbiamo lavorato e studiato le problematiche sanitarie anche nelle loro implicazioni giuridiche e finanziare per rendere finalmente possibile il principio di sanità universale affermato dalla legge 833/78.


La diffusione di una nuova ondata di COVID-19 impone di destinare il N.O.C. per i malati del virus, contestualmente impone di individuare le strutture idonee a ricevere i reparti che dovranno essere trasferiti.
Coerenti con l’attività svolta porteremo alla ASL e alla Regione le proposte per continuare a svolgere le funzioni ospedaliere per le malattie non COVID-19 nelle strutture pubbliche perfettamente funzionale e tra queste sicuramente quella di Marino ed evitare che l’eventuale vuoto sia occupato dai privati

On. Giulio Santarelli

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