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 Dopo vent’anni circa ho ricominciato ad assistere al Consiglio Comunale di Ciampino.

Fino al 1994/1995, anche per il mio ruolo di presidente dell’Unione Commercianti, avevo considerato mio dovere essere al corrente di tutti i fatti pubblici che interessavano il mio comune e la mia categoria, anche per una più documentata informazione nei successivi confronti con l’amministrazione.
Altri incarichi “provinciali” nel sindacato mi avevano allontanato lasciando questo “dovere” ad altri.
Ho voluto riprendere, ora per soddisfazione personale se non piacere di conoscenza, a seguire i lavori.
La mia prima impressione dell’atmosfera, sia per i consiglieri sia per il pubblico, è stata positiva.
Al contrario di quello che succedeva negli anni ’60 e ‘70 in quel di Marino e successivamente nel consiglio di Ciampino, l’ambiente era tranquillo e il rispetto fra i consiglieri era una piacevole sorpresa da come mi ricordavo succedeva in passato.
A Marino era un continuo vociare e ho assistito a volte a vere e proprie risse con tanto di sedie che volavano e dal pubblico e fra i consiglieri; a Ciampino non s’arrivava a tanto ma le risse verbali e soprattutto il vociare fra il pubblico era all’ordine del giorno di ogni assemblea.
Quello che più mi dava fastidio era il comportamento “poco educato” dei consiglieri, tranne rare eccezioni, che quando uno dei loro interveniva, gli altri facevano di tutto meno che ascoltare con attenzione; parlottavano fra loro nell’emiciclo, davano le spalle alla presidenza, si recavano fra il pubblico per scambiare saluti ed opinioni causando una certa confusione che veniva per lo più tranquillamente ignorata.
Il consiglio comunale del 30.09.2019 si è svolto con un comportamento ineccepibile del pubblico, dei consiglieri, della giunta; è vero che gli argomenti (mozioni) non erano di grande rilevanza e anzi i vari interventi, praticamente tutti della minoranza, erano piuttosto tranquilli e scontati, ma il tutto si è svolto in un’atmosfera tranquilla e rispettosa.
Per la prima volta era presente il Consiglio al completo compreso il candidato sindaco del centrosinistra Giorgio Balzoni che ha preso solo una volta la parola in merito al piano sosta: chi ha avuto opportunità di intervenire, e ne ha fatto largo uso, è stato il consigliere Testa che del resto era il presentatore della quasi totalità delle mozioni affrontate; la mia impressione è che abbia voluto troppo accentuare la sua esperienza nei lavori comunali senza considerare che anche nella maggioranza e nella giunta erano presenti notevoli esperienze e professionalità e che il pubblico era per lo più di “addetti ai lavori”.
Per alcune mozioni sarebbero stati sufficienti cinque minuti nella lettura e presentazione della mozione stessa e nella risposta dell’assessore di competenza; da parte dell’opposizione si è voluto intervenire “per forza” per dire ogni gruppo la sua, ripetendo a volte gli stessi concetti; m’è parso corretto l’atteggiamento dei consiglieri di maggioranza che non sono intervenuti sicuramente considerando che ogni argomento rilevante sarebbe stato presentato dal proprio assessore nella risposta.
Si è parlato, fra l’altro, del piano sosta e della questione di via Reverberi che hanno destato la maggiore attenzione.
Come era scontato le varie mozioni sono state ritirate o bocciate con il solo risultato, peraltro rilevante anche se scontato, di un sicuro approfondimento e puntuale considerazione nelle commissioni competenti quando si sarebbe passati dalle ipotesi e “chiacchiere” a precise programmazioni della maggioranza.

Giancarlo Scagnetti

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