Salute

 

ULTIMORA – ANNULLATO L’ACQUISTO DEI NUOVI MAMMOGRAFI!
STRANE STORIE ALLA ASL ROMA 6 – ANNULLAMENTO LOTTI: N. 1 – N. 2 – N. 3 – DELIBERA PUBBLICATA UFFICIALMENTE SUL SITO DELLA ASL ROMA 6


REGIONE LAZIO. IL RISCHIO DELLA MANCATA PREVENZIONE RICADE SULLE DONNE MALATE DI CANCRO ALLA MAMMELLA
Una delibera del direttore generale, Narciso Mostarda, n. 734 del 25 luglio 2019 ne richiama una precedente di oltre un anno, la numero 196 del 15 marzo 2018, avente per oggetto l’acquisto di “Attrezzature destinate al potenziamento e ammodernamento tecnologici di programmi screening per tutte le Aziende Sanitarie Locali della Regione Lazio per la prevenzione e diagnosi precoce patologie oncologiche D.G.R. n. 378/2017.
Ma perché l’operato della Roma 6 produce gli effetti su tutta la Regione?
Semplice, nell’ultimo comma b) della premessa si determina di “designare l’ASL ROMA 6 quale Azienda Capofila per l’espletamento delle procedure di gara per l’affidamento delle forniture dei sistemi e apparecchiature elettromedicali di cui in premessa.”


Successive note dichiarano che tutto è legittimo nella forma e nella sostanza ed è utile per il servizio pubblico.
Ma perché si rende necessario il ritiro della metà dei lotti? Sarà, forse, regolare l’atto di revoca, ma non la sostanza della Gara Comunitaria. Cosa dice l’ultima delibera: “lotto 1 e lotto 2, difficoltà di attribuzione dei punteggi degli elementi V3 e V13 per illogica ed errata formula matematica; lotto 3, difformità nei documenti di gara con evidenti contraddizioni tra i requisiti minimi richiesti e quanto indicato tra le tecnologie ritenute necessarie”.
Inoltre, “che alla luce di quanto sopra, al fine di procedere nell’interesse della Stazione Appaltante, prefigurando le suddette criticità, probabili ricorsi, tali da compromettere il buon esito della gara, oltre ai conseguenti maggior oneri per protrazione dei tempi e per spese legali...”
Tant’è che la delibera in questione dovrà trasmessa alla Giunta Regionale e alla Direzione Generale Salute e Politiche Sociali – Area Risorse Tecnologiche e Patrimonio per i consequenziali provvedimenti ed anche all’ANAC.


Per comprendere meglio possiamo proporre un breve riepilogo: nel lotto n. 1, quasi tutte le ASL di Roma e Lazio (meno la RM4 e Viterbo) per un totale di 17 apparecchiature al costo di 100mila euro ciascuna dovevano essere rifornite di Mammografo digitale diretto per centri di primo livello; lotto n. 2, per una somma complessiva di 1milione e 700mila euro; lotto n. 2: Mammografo digitale con tomosintesi e stereo tassi (più pezzi per tutte le ASL Lazio meno RM4 e Latina) per n. 12 apparecchiature al costo unitario di 190mila euro per un totale di 2milioni e 280mila euro; lotto n. 3; Ecografi a fascia alta 21 pezzi, costo unitario 65mila euro, totale 1milione e 365mila euro.


Somme ragguardevoli per dare risposte alla sanità pubblica laziale, a tutti i cittadini della Regione Lazio che, come troppo spesso avviene, ricorrono in caso di necessità alle strutture private. Oltre 5 milioni già finanziati e non utilizzati per anni.


Le domande.
Chi li risarcisce per questo danno?
Chi si assume la responsabilità per non aver condotto le procedure con la necessaria diligenza?


Forse è il caso che della vicenda si interessi tutto il Consiglio regionale ed anche la Corte dei Conti!

Giovanni Venditti – giornalista FreeLance – Consiglio Nazionale ASMI (Associazione Nazionale Stampa Medica Italiana)
Cell. 339 8962488

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