Ambiente e Territorio

 Oggi, 8 luglio alle 20 partirà da piazza Pia ad Anzio, fino a Nettuno davanti al municipio, una marcia contro le mafie per la giustizia.

Intervengono le seguenti associazioni: Coordinamento Antimafia Anzio-Nettuno, Reti di Giustizia – Il sociale contro le mafie, Circolo Legambiente Le Rondini Anzio-Nettuno, Gruppo Scout  AGESCI  Anzio-Nettuno 1 e CNGEI Sezione Scout Anzio-Nettuno APS.
Inoltre, hanno risposto all'appello molte realtà sociali ed associative:

il Circolo ANPI di Anzio-Nettuno, la RETENOBAVAGLIO, la CGIL Roma Sud Pomezia Castelli e la CGIL Roma e Lazio, l’Associazione Nazionale Magistrati di Roma, l’Associazione C.U.R.A. Comunità Urbana Reciproco Aiuto ODV,  la Camera Sindacale Territoriale UIL Anzio-Nettuno e la UIL Roma e Lazio, il Coordinamento Regionale di Avviso Pubblico, la Sezione Soci COOP Lazio Sud, il Collettivo Innocenzo, la Rete degli Studenti Medi.

Le formazioni politiche che hanno comunicato la loro adesione:
Comitato Europa Verde Terracina Alex Langer, Movimento 5 stelle Anzio, Alternativa Per Anzio, Sinistra Italiana, PD Anzio e Nettuno, il circolo di Rifondazione Comunista di Anzio, Sinistra Anticapitalista Aprilia.

EDITORIALE

Da La Repubblica:
Sette avvisi di garanzia ad altrettanti consiglieri comunali di Anzio. Come nel caso di Nettuno, secondo la Procura della Repubblica di Velletri gli indagati, nel momento in cui hanno assunto la carica, erano incompatibili avendo dei contenziosi aperti con l'ente locale neroniano.
Sotto accusa la presidente del Consiglio comunale  e altri consiglieri di varia estrazione politica.


Il caso della incompatibilità venne sollevato cinque anni fa dal consigliere comunale dem Giovanni Del Giaccio, che ha poi dato le dimissioni, ma la segretaria generale assicurò che diversi controlli erano stati fatti e altri controlli sarebbero stati compiuti.

A distanza di quattro anni la Procura di Velletri ha invece indagato i sette sostenendo che abbiano dichiarato il falso circa l'insussistenza di cause di incompatibilità e che dunque non dovevano sedere nell'assise civica.


Uno in particolare viene anche indicato dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma come uno dei politici che avrebbe avuto rapporti con la locale di 'ndrangheta al centro dell'inchiesta "Tritone", culminata a febbraio con 65 arresti e che ha spinto il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, a inviare una commissione d'accesso, per stabilire se il Comune di Anzio sia infiltrato dalle mafie.

Questi avrebbe dato rassicurazioni ai Perronace quando si lamentavano di appalti poco remunerativi: "Devo parlà io co' Candido (il sindaco De Angelis ndr) direttamente". Aggiungendo: "Mo c'avemo pure a Nettuno la possibilità...". Altri due, sempre secondo la Dda, avrebbero avuto il sostegno elettorale dalla criminalità organizzata.
Sempre per problemi di incompatibilità sono già stati indagati quattro ex consiglieri comunali di Nettuno. E altri cinque avvisi di garanzia, per questioni analoghe, stanno partendo diretti ad altrettanti ex amministratori della città del tridente.

Dati gli antefatti, resta un grave dubbio per la popolazione ciampinese circa la repentina volontà della ex sindaca, sig.ra Daniela Ballico  (o chi per lei) di associare il comune di Anzio nella Partecipata del comune di Ciampino AeT che si occupa di raccolta di rifiuti e che tutt'ora è proprietario di circa il 98 per cento delle quote mentre l'1 per cento è stato ceduto al comune di Anzio ed il rimanente di proprietà di una decina di piccoli Comuni. Con questa premessa ad Anzio è stato assegnato un appalto milionario senza gara d'appalto. 

Questo è quanto ci risulta per non essere stati in grado di ottenere una documentazione ufficiale, con preghiera di ottenerla prima possibile e ben disponibili a portare i giusti correttivi se perverranno le corrette informazioni ufficiali.

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