Ambiente e Territorio

 

Con la presentazione delle liste e dei candidatiti Sindaci, si chiude finalmente una delle più brutte pagine della storia politica di Grottaferrata, un clima avvelenato, che in questi anni ha spazzato via la politica e ogni forma di partecipazione democratica dai processi decisionali in questo nostro paese.

Attraverso mille difficoltà abbiamo provato a reimpiantare i semi per la rinascita di un progetto che guarda al futuro, che metta in essere una visione forte e innovativa, che è diventata d’ispirazione per un campo largo di sinistra, progressista, ecologista che attenzioni, e operi sulle sfide del nostro tempo, per dare risposte, alle inaccettabili diseguaglianze e contraddizioni, che esasperate dalla pandemia e dalla guerra e che rischiano di aggravare, la frattura fra cittadini e istituzioni.

Il coraggio di non abbandonare e di ricostruire un ambito di partecipazione attiva alla politica, ha permesso di far germogliare quei semi che potranno diventare il nucleo fondante di un nuovo progetto di riunificazione del centrosinistra e di un civismo collocato, con una ben definita identità politica.

Il candidato di questo progetto politico di centrosinistra Mirko Di Bernardo, al di là della maldicenza, è stato scelto da mille e cinquecento cittadini. Questo è stato il primo passo che ha permesso di costruire un laboratorio d’idee fatto di donne, uomini e giovani, uniti su un orizzonte politico fondato sui temi della giustizia sociale, la lotta alle diseguaglianze, la transizione ecologica, i nuovi diritti, la parità di genere, il diritto al futuro delle giovani generazioni.

Questi non sono soltanto argomenti, sono valori, sono un patrimonio culturale, comune a tanta gente di sinistra, che ha da tempo ha smarrito la propria identità, siamo una comunità in uno stato di disorientamento, preoccupante, soprattutto per le sfide che ci attendono. Il costituirsi di partiti fortemente radicati nella cultura di sinistra e nell’ ambientalismo Europeo e non di circostanza e di facciata, sono segnali estremamente importanti, che riconducono e riaprono prospettive significative verso la politica, la democrazia e la partecipazione.

Finalmente ambiti dove poter ritrovare il piacere del confronto, della discussione, è necessario e fondamentale, ripristinare quei luoghi dove il confronto e il rispetto delle idee sia prima di tutto un valore imprescindibile. Non amiamo gli uomini soli al comando, ci sono scelte per il nostro paese improrogabili, che non possono non passare attraverso percorsi di condivisione ampia e di coinvolgimento reale dei cittadini, dobbiamo ridisegnare il territorio, la comunità e i progetti culturali, con una visione nuova, che impegni e guardi alle generazioni future e che ricostruisca un’anima a questo nostro martoriato paese.

Il cambiamento climatico, è il tema dei temi, non abbiamo più tempo, non possiamo più rimandare, dobbiamo affrontare il nuovo paradigma della transizione ecologica, la trasformazione e l’uso delle energie da combustibili fossili a energie rinnovabili. Per questo è indispensabile che le forze che guardano a un futuro sostenibile e che abbiano a cuore una visione di un mondo, che si prenda cura delle ferite inferte al nostro pianeta e all’umanità, che lotti contro tutte le discriminazioni, contro il razzismo e le disuguaglianze, trovi al più presto il coraggio di tornare a parlarsi, perché il tempo è scaduto. I cambiamenti climatici non aspettano e hanno necessariamente bisogno d’ intervanti globali, ma se ognuno di noi, se ogni piccola comunità, iniziasse ad attuare comportamenti e prestasse maggiore attenzione, alla salvaguardia e alla tutela dell’ambiente, al consumo delle risorse, in primis il consumo del suolo, con annesse risorse idriche, faremo soltanto il nostro dovere e lasceremo un posto migliore alle giovani generazioni.

Per queste ragioni il 12 di Giugno occorre scegliere e votare per Mirko Di Bernardo che rappresenta il ritorno alla politica, utile a mettere un argine al pressappochismo delle scelte scellerate, che vedono sempre più il nostro paese su di un piano inclinato scivolare verso quel punto di non ritorno, che sta facendo diventare il nostro territorio, il luogo dell’invivibilità.

Mauro Tomboletti

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