• 13 Aprile 2024
  • Ultimo aggiornamento 11 Aprile 2024 7:14 pm

Grottaferrata. Ancora nebbie su via Rossano Calabro

Ancora nebbie su via Rossano Calabro
La vicenda dei 4 appartamenti di via Rossano Calabro rimane sempre molto opaca e si avvia a diventare un po’ farsesca. L’Amministrazione, che non sembra impegnata a creare condizioni di trasparenza sulla vicenda, con la delibera n. 143 del 6/6/2023 ha accettato l’invito a una negoziazione assistita, proposta dalla JDL srl, la società proprietaria dei 4 appartamenti in housing sociale costruiti appositamente per questa destinazione, sui quali la stessa società non ha ancora ceduto, siamo all’assurdo di una società che ampiamente inadempiente su una convenzione urbanistica, anziché provvedere ai suoi obblighi propone un contenzioso con il Comune per chiedere probabilmente rimborsi di lavori di “miglioria” sugli appartamenti medesimi. Ecco la farsa! Ecco la premeditazione! Ecco pure un po’ la presa per i fondelli della pubblica opinione Grottaferratese.
L’amministrazione attuale non aiuta a capire, non sembra tutelare al meglio gli interessi pubblici in gioco, dopo essere intervenuta opportunamente nella revoca della delibera del Sub commissario prefettizio n. 48 del 2022 per impedire la vendita dei 4 appartamenti; dopo quell’atto la situazione nuovamente si è bloccata, la volontà dell’amministrazione sembra ora incerta, vanificata probabilmente da contrasti interni e spinte che provengono dall’esterno.
La precedente amministrazione non ha certo aiutato a risolvere la questione, anzi l’ha decisamente complicata; infatti, dopo una diffida del febbraio 2021, nel verbale di collaudo successivo, novembre 2021, si dichiara che ” il concessionario ha ottemperato a tutti gli obblighi derivanti dalla stipula della convenzione con il Comune di Grottaferrata ed a tutti gli ordini e le disposizioni date dalla Direzione Tecnica nel corso di essi” e che “si può procedere allo svincolo della fideiussione” a garanzia degli obblighi convenzionali, inclusa la cessione dei 4 appartamenti. Un’improvvida dichiarazione perché la cessione non è mai avvenuta, mentre si può procedere a svincolare 500.000 euro di fideiussione.
La lettura di alcuni parziali atti amministrativi, porta inequivocabilmente a capire che qualche cosa in tutta questa vicenda, non sia stata trattata con la chiarezza necessaria per evitare che potessero essere alimentati legittimi sospetti o leggerezze amministrative.
I quattro appartamenti secondo la convenzione sottoscritta sono destinati a housing sociale e devono diventare di proprietà del Comune, quindi bene pubblico. L’intervento edilizio è stato già un’anomalia; l’area nel PRG è definita verde speciale G. Le aree comprese in questa categoria sono considerate di notevole interesse pubblico. Rimane incomprensibile come si sia potuto trasformare un’area preziosa e strategica con vincoli importanti, ad area edificabile con indici di cubatura intensiva.
Ora un bene prezioso come quattro appartamenti stabiliti da una convezione, siano monetizzati è un fatto di una gravità che non ha precedenti.
Il valore sociale di questo bene non può essere quantificato. Se s’intenderà procedere verso scelte amministrative, che vedranno l’alienazione del bene pubblico, sarà una evidente espressione di una bassa cultura sociale, che dimostra chiaramente scarsa umanità, una profonda disattenzione verso i problemi degli ultimi e di coloro i quali hanno maggiore bisogno di essere accompagnati dalla società per cercare soluzioni e vite più dignitose.
Troppo spesso la disabilità, le fragilità umane, il disagio, sono usate e strumentalizzate da ipocrite e false attestazioni d’ interesse ai soli fin elettorali. Ma quando bisogna agire e dare soluzioni concrete, questi sono i risultati.

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