| GOVERNO - PER I SONDAGGISTI - GLI ELETTORI CONTRARI ALL'ESECUTIVO TECNICO - AGENZIA REUTERS |
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Per alcuni esperti di sondaggi gli elettori italiani continuano a preferire un governo di centrodestra guidato da Silvio Berlusconi, anche con una maggioranza allargata, piuttosto che un cosiddetto esecutivo "tecnico", e sarebbero comunque pronti ad andare al voto anticipato. Dopo la rottura nel Pdl e la nascita di gruppi parlamentari che fanno diretto riferimento al presidente della Camera Gianfranco Fini, il premier e soprattutto Prima di ferragosto, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha però criticato l'eventuale ricorso alle urne, perché il quadro economico resta critico e un "vuoto politico" avrebbe gravi conseguenze per l'Italia. "Il governo tecnico è legittimo dal punto di vista costituzionale, ma non ha un grande appeal sugli elettori", dice a Reuters Antonio Noto, direttore di Ipr Marketing. "Il sondaggio che abbiamo condotto il 31 luglio indicava che in caso di crisi di governo la prima opzione per gli elettori sarebbe quella di maggioranza di centrodestra, magari allargata. La seconda scelta sarebbe per il voto anticipato, mentre l'ipotesi di un governo tecnico è largamente terza", dice ancora Noto. "Dalle indicazioni che abbiamo, la maggior parte (degli intervistati) non vorrebbe né governi tecnici né le elezioni... - dice Renato Mannheimer, numero uno dell'Ispo - la maggioranza considera battibecchi da politici gli scambi tra i vari leader italiani, e vorrebbero che si mettessero d'accordo per andare avanti col governo attuale". "Il governo tecnico piace a una netta minoranza, si tratta di militanti o di raffinati studiosi", dice ancora. "Governo tecnico e maggioranze allargate sono ipotesi che non piacciono, perché danno un'idea di scarsa efficacia", segnala Maurizio Pessato, amministratore delegato di un altro istituto, Swg. "Due terzi degli elettori preferiscono in sostanza che il governo resti in sella, anche perché c'è ancora una forte coesione attorno a Berlusconi e tra i sostenitori del Pdl". Per Nicola Piepoli, presidente dell'omonimo istituto, un sondaggio realizzato tre settimane fa indicava la preferenza per l'attuale governo al 35%, superiore comunque a qualsiasi altra ipotesi di maggioranza, mentre il voto anticipato era indicato dal 15% degli elettori. "Se Berlusconi e (il leader della Lega Umberto) Bossi vogliono andare a votare ora, comunque, i sondaggi sono a loro favore", sottolinea Piepoli, il cui istituto compirà tra oggi e domani la prima rilevazione dopo la pausa agostana. Per l'Swg, Pdl e Lega avrebbero sì di nuovo la maggioranza, ma solo alla Camera e non al Senato. CENTRODESTRA VINCEREBBE ANCORA Ma quale sarebbe l'eventuale peso della "cosa" di Fini, il Futuro e Libertà per l'Italia che ancora non è un partito ma che potrebbe diventarlo? Secondo Pessato, dell'Swg, a scegliere Fini sarebbe circa un quinto degli elettori del Pdl (37% alle ultime politiche alla Camera). Un altro sondaggio tra chi ha votato per il partito di Berlusconi, pubblicato il 4 agosto scorso da Crespi Ricerche, indica che il sostegno all'ex leader di An sarebbe invece di circa un decimo. "Una cosa che nessuno ha notato è che lo staccarsi di Fini ha prodotto un aumento del centrodestra - dice Piepoli - perché ora c'è gente del centrosinistra che lo voterebbe". Piepoli stima il potenziale elettorato dei finiani al 5%: per due quinti voti presi al Pdl, e altrettanti al centrosinistra, soprattutto al Pd. "Fini non ha solo credibilità a sinistra, ma ha anche i voti". "A fine luglio Fini era intorno al 9%", dice Mannheimer, secondo cui "quella del potenziale elettorato di centrosinistra su cui può contare l'attuale presidente della Camera è una componente minoritaria ma interessante, come anche quella di persone che non sanno cosa votare e che sono più sensibili a nuove offerte politiche". Tutti gli esperti concordano invece sul fatto che il forte calo di fiducia verso il governo di centrodestra registrato negli ultimi mesi non ha avvantaggiato l'opposizione. "I sondaggi, mai come questa volta, hanno anticipato quello che sta succedendo, col governo diviso e in crisi e l'opposizione che non riesce a fare la parte del leone", dice Noto, di Ipr Marketing. "L'opposizione non trova una linea di condotta comune e non risulta attrattiva dal punto di vista elettorale". Quello di Piepoli è un giudizio tranchant: "L'opposizione? Non esiste", mentre Pessato dice che c'è "grande disponibilità a nuove offerte politiche e disaffezione per le forze politiche principali", cosa che si traduce in "uno spazio per il cosiddetto terzo polo". L'unica ipotesi di vittoria sul centrodestra sarebbe una "ipotetica santa alleanza" che vada dai finiani alla sinistra, ma che per Pessato "sembra un'ipotesi improbabile". Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia (M&P) |