• 29 Febbraio 2024
  • Ultimo aggiornamento 26 Febbraio 2024 8:31 pm
10 FEBBRAIO RICORRENZA DELLA MORTE DI GIOVANNI PALATUCCI

10 FEBBRAIO RICORRENZA DELLA MORTE DI GIOVANNI PALATUCCI

Giovanni Palatucci: un eroe silenzioso

Celebriamo oggi il ricordo di un eroe silenzioso che ha salvato molte vite dalle persecuzioni razziali. Un esempio di coraggio ed altruismo: Giovanni Palatucci ucciso a Dachau il 10 febbraio di 79 anni fa.

Il commissario Giovanni Palatucci a Fiume, durante l’occupazione nazista, si distinse per il suo coraggio e la sua tenacia nel salvare centinaia di ebrei dalle deportazioni. (Biografia)

Dall’8 settembre del 1943, per un anno, con la sua posizione di reggente della Questura, Palatucci divenne un faro di speranza per gli ebrei di Fiume. Rischiava la sua stessa vita per falsificare documenti e organizzare fughe fuori dalla Città, consapevole del pericolo che correva.

Il 13 settembre 1944 fu arrestato e deportato a Dachau. Le sue parole, pronunciate poco prima della deportazione con l’accusa formale di cospirazione ed intelligenza con il nemico, rivolte ai suoi collaboratori furono “La Polizia significa vita, quella vita che serve ad aiutare il prossimo, la povera gente”.

Giovanni Palatucci non sopravvisse all’orrore dei campi di concentramento, morì a Dachau il 10 febbraio 1945, a soli 36 anni.

Nel 1990 venne riconosciuto come “Giusto tra le Nazioni” dallo Yad Vashem, l’Ente nazionale per la memoria della Shoah in Israele e nel 1995 gli venne conferita la medaglia d’oro al merito civile. Dal 2004, la Chiesa lo ha proclamato “Servo di Dio”, titolo attribuito alle persone per le quali è stato avviato il processo di beatificazione.

Anche quest’anno, per commemorare questo eroico poliziotto, sono state organizzate dalla Questure iniziative in molte province italiane. Ai tanti alberi piantumati e alle targhe intitolate alla sua memoria, si aggiungono quest’anno due ulivi a Frosinone e Massa Carrara ed una targa a Nuoro.

A Firenze, La Spezia, Mantova, Messina, Novara, Salerno, Siena e Viterbo, le celebrazioni sono state condivise con gli studenti delle scuole locali. Un modo per far conoscere ai giovani la storia di Giovanni Palatucci e il suo impegno a favore degli ebrei.  A Prato è stata organizzata un’iniziativa con gli studenti del liceo artistico Rodari al quale hanno preso parte anche il rabbino capo di Firenze e la signora Renata Conforty Orvieto, nata a Fiume nel 1942 i cui genitori sono stati salvati da Palatucci nel 1943.

A Matera, invece, oltre agli studenti, l’evento di commemorazione si è svolto alla presenza degli anziani ospiti della comunità del Rione Piccianello, a testimonianza della vicinanza che la Polizia di Stato ha per le persone fragili e bisognose, proprio come quella dimostrata da Palatucci con chi veniva perseguitato.

A Trieste, i frequentatori del 225° corso della Scuola allievi agenti “Vincenzo Raiola” hanno assistito ad una conferenza sul commissario Palatucci tenuta da Matteo Luigi Napolitano, docente di storia delle relazioni internazionali all’Università del Molise ed autore del libro “Cattolici in soccorso di ebrei – I Palatucci, Pio XII e il caso Campagna”. Successivamente è stato scoperto un labaro dell’Associazione nazionale Giovanni Palatucci presso il santuario del Monte Grisa.

A Reggio Emilia, infine, è stata organizzata una mattinata di approfondimento, curata dallo storico Massimo Storchi, che ha delineato la figura del questore di Fiume nel contesto storico in cui è vissuto.

A GIOVANNI  PALATUCCI SONO DEDICATE ALCUNE INIZIATIVE DI NATURA UMANITARIA COME LA FONDAZIONE OMONIMA DI ARTENA IN PROVINCIA DI ROMA CHE SI OCCUPA DI ASSISTERE MINORI NON ACCOMPAGNATI SIA DI NAZIONALITA’ ITALIANA CHE STRANIERA.